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PrestaShop lento: come si trova la causa

Le cause reali in ordine di frequenza, e come si separa il problema del server da quello del browser

31 agosto 2026 8 min di lettura
PrestaShop lento: come si trova la causa

«Il sito è lento» è una diagnosi che non esiste. Lento a fare cosa, per chi, e in quale punto? Un negozio può rispondere in trecento millisecondi e sembrare comunque fermo, oppure avere un server veloce e un catalogo che impiega otto secondi a mostrare una categoria. Questa è la sequenza con cui separiamo le cause, in ordine di quanto spesso sono quella giusta.

Prima misurare, e misurare la cosa giusta

Ci sono due numeri che vengono continuamente confusi, e confonderli manda l'intervento nella direzione sbagliata.

Il dato di laboratorio è quello di strumenti come PageSpeed Insights: simulano una connessione lenta e un telefono modesto. Serve a capire perché una pagina è lenta, perché elenca le cause. Non dice quanto è lenta per i tuoi clienti.

Il dato di campo arriva dai browser Chrome delle persone che visitano davvero il sito. È quello che Google usa, ed è l'unico che vale come misura. Su un negozio che seguiamo, la stessa pagina lo stesso giorno dava 3,6 secondi sul campo e 43 secondi in laboratorio: entrambi corretti, e uno solo riferibile al cliente.

Le tre metriche che contano oggi sono LCP (quanto ci mette a comparire l'elemento principale, soglia 2,5 secondi), INP (quanto risponde il sito quando tocchi qualcosa, soglia 200 millisecondi — ha sostituito il vecchio FID nel 2024) e CLS (quanto la pagina balla mentre carica, soglia 0,1).

Attenzione a un punto che genera falsi allarmi: se un sito ha poco traffico, il dato di campo non esiste. Non significa che vada male, significa che Chrome non ha abbastanza campioni. È la condizione normale per metà dei negozi che seguiamo, e in quel caso si lavora sul laboratorio sapendo cosa si sta guardando.

Dove si perde tempo: la separazione che conta

Il tempo totale si divide in due blocchi, e le cause sono completamente diverse.

Tempo del server (TTFB). Da quando il browser chiede la pagina a quando arriva il primo byte. Se qui sei sopra il mezzo secondo, tutto quello che farai sul front-end è ininfluente: stai ottimizzando la vernice mentre il motore è fermo.

Tempo del browser. Da lì in poi: scaricare CSS, JavaScript, immagini e font, e disegnare la pagina. È dove agiscono la maggior parte dei consigli che si leggono in giro, ed è la metà del problema — non tutto.

Le cause reali, in ordine di frequenza

1. Moduli che fanno chiamate esterne bloccanti

È la prima causa che troviamo, e la più invisibile. Un modulo che interroga un servizio esterno — calcolo spedizioni in tempo reale, antifrode, chat, uno strumento di marketing — e aspetta la risposta prima di lasciar proseguire la pagina. Quando quel servizio è lento, il tuo sito è lento; quando quel servizio è fermo, il tuo sito è fermo. E dai tuoi log non si vede nulla di anomalo.

Si verifica in modo banale: si disattivano i moduli non essenziali uno alla volta misurando il TTFB. Se un modulo sposta l'ago in modo netto, hai trovato il colpevole.

2. Query pesanti e catalogo senza indici

Le pagine di categoria con molti filtri attivi sono il punto in cui PrestaShop lavora di più. Su cataloghi grandi, una navigazione a faccette mal configurata genera query che il database esegue leggendo tabelle intere. Il sintomo tipico: la home è veloce, le categorie profonde no.

Qui si guarda il log delle query lente del database. Non è un lavoro da tentativi: o si legge cosa sta impiegando tempo, o si tira a indovinare.

3. Cache spenta o inefficace

PrestaShop ha diversi livelli di cache — template, file system, oggetti — e vanno accesi in produzione. Capita di trovarli disattivati perché qualcuno li aveva spenti per lavorare e non li ha più riaccesi. È la correzione con il rapporto risultato/sforzo più alto in assoluto, quando è il caso.

Attenzione all'errore opposto: carrello e checkout non vanno mai messi in cache statica. Se lo si fa, si servono pagine di un cliente a un altro, ed è un problema molto più grave della lentezza.

4. Hosting sottodimensionato o condiviso

Un piano condiviso mette il tuo negozio insieme a decine di altri siti sulla stessa macchina: quando uno di loro ha un picco, lo paghi tu. Il sintomo è la lentezza che va e viene senza correlazione con il tuo traffico.

Va detto però che l'hosting è la causa a cui si dà la colpa più spesso e che è quella giusta meno spesso di quanto si creda. Prima di cambiare fornitore vale la pena escludere i punti 1, 2 e 3, altrimenti si trasloca il problema.

5. Versione di PHP vecchia

Passare da una versione fuori supporto a una attuale porta miglioramenti misurabili senza toccare una riga di codice, ed è anche una questione di sicurezza: una versione non più mantenuta non riceve patch. Il vincolo è la compatibilità dei moduli, che va verificata prima e non dopo.

6. Immagini e tema

Immagini caricate a dimensione originale e ridotte via CSS, formati vecchi, nessun caricamento differito. E temi commerciali che portano con sé decine di funzioni mai usate: ogni riga è comunque codice che il browser scarica. Sono le cause di cui si parla di più perché sono le più facili da spiegare, ma nella nostra esperienza vengono dopo le precedenti.

Quando il sito non è lento: è fermo

Caso diverso e più urgente: la pagina non si carica affatto, o va in errore. Qui non si ottimizza, si diagnostica.

  • Errore 500 — guardare subito il log degli errori del server. Un caso che vediamo spesso sono i loop di riscrittura nell'.htaccess, che restituiscono 500 su intere famiglie di indirizzi. È peggio di un 404: Google, davanti a errori del server ripetuti, rallenta la scansione dell'intero sito.
  • Pagina bianca — quasi sempre un errore PHP con la visualizzazione degli errori disattivata. Sta nel log, non nella pagina.
  • Lentezza comparsa all'improvviso — ripercorrere cosa è cambiato: un aggiornamento, un modulo nuovo, un'importazione di catalogo. Il novanta per cento delle volte la risposta è lì.
  • Rallentamento progressivo senza modifiche — spesso è il database che cresce: carrelli abbandonati, log delle connessioni, statistiche mai ripulite. Sono tabelle che si gonfiano in silenzio.
  • Consumo di risorse anomalo — vale la pena escludere che il server stia lavorando per qualcun altro. Un sito compromesso usato per inviare spam o minare criptovalute si manifesta esattamente così: vedi come funzionano questi attacchi.

Quanto vale, in pratica

Il modo corretto di decidere quanto investire è guardare il tasso di conversione per fascia di velocità nei tuoi dati, non applicare percentuali lette in uno studio fatto su altri negozi. Se scopri che chi arriva sulle pagine più lente converte la metà, hai un numero tuo su cui ragionare — e quel numero regge una discussione sul budget molto meglio di una statistica generica.

Un avvertimento onesto: sotto una certa soglia, migliorare ancora non produce vendite. Passare da otto secondi a tre cambia il business; passare da 1,8 a 1,5 di solito no. Vale la pena fermarsi quando i numeri smettono di muoversi, e spostare le risorse dove ne muovono ancora.

Domande frequenti

Il mio PrestaShop è lento: la colpa è dell'hosting?

A volte, ma meno spesso di quanto si dica. Il modo per saperlo senza cambiare fornitore a scatola chiusa è misurare il TTFB: se il server risponde in fretta e la pagina è comunque lenta, il problema sta a valle. Se il TTFB è alto, prima di traslocare vanno esclusi moduli bloccanti, query pesanti e cache spenta — altrimenti il problema si porta dietro.

Quanti moduli sono troppi?

Non c'è un numero. Il criterio utile è un altro: ogni modulo installato dovrebbe avere una funzione che sapresti difendere. Nella pratica troviamo spesso moduli attivi che nessuno usa da anni, e disattivarli è la prima cosa che facciamo — vale sia per la velocità sia per la manutenibilità.

Serve una CDN?

Aiuta se hai clienti geograficamente distanti dal server o molte immagini pesanti. Non risolve un TTFB alto causato da PHP o dal database, perché quella parte non è distribuibile. Metterla davanti a un sito con problemi a monte è una spesa che maschera il sintomo.

Migliorare la velocità mi fa salire su Google?

Direttamente poco: la velocità è un fattore di posizionamento reale ma di peso modesto rispetto al contenuto e alla pertinenza. Indirettamente molto, perché un sito lento perde persone prima che vedano il prodotto, e quel comportamento nel tempo si vede. Il ritorno vero della velocità è commerciale, non SEO.

Ogni quanto va controllata?

Dopo ogni aggiornamento importante e dopo ogni modulo nuovo, che sono i due momenti in cui le prestazioni peggiorano davvero. Per il resto basta un controllo periodico dei dati di campo: se peggiorano senza che tu abbia toccato nulla, è successo qualcosa che vale la pena capire. È parte di quello che monitoriamo per i clienti in gestione.

Il tuo negozio è lento e non sai da dove viene?

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