Audit tecnico, analisi della domanda che hai già e contenuti che rispondono a intenti reali. Con una baseline dichiarata e una verifica a data fissa, perché la SEO senza misura è solo un'opinione.
Partiamo dai dati che hai già: Search Console, Analytics e il database del negozio. Da lì si vede dove si perde traffico e fatturato.
La SEO ha un problema di reputazione meritato: si vende facilmente e si verifica con difficoltà. Il modo in cui proviamo a uscirne è misurare. Prima di intervenire fissiamo una baseline — click, impression, posizione media, pagine che portano traffico — e teniamo un gruppo di pagine non toccate come confronto. Dopo trenta e sessanta giorni si guarda la differenza fra le due, non il numero assoluto: senza quel confronto, un aumento a settembre non distingue il lavoro fatto dalla stagionalità.
La seconda cosa che facciamo è poco romantica: guardare se il sito è tecnicamente leggibile. Errori del server, redirect a catena, pagine escluse per sbaglio, contenuti che esistono solo dopo l’esecuzione del JavaScript. Sono problemi che non si vedono navigando e che tolgono traffico in silenzio — e nella nostra esperienza sono la prima causa di siti che «non si posizionano» senza un motivo apparente.
Scansione completa del sito: codici di stato, canonical, redirect, sitemap, dati strutturati, indicizzabilità. Con le priorità pesate sul traffico reale, non sulla gravità teorica.
Quali query portano già impression e a che posizione. È lì che si trova il lavoro con il ritorno più rapido, molto prima delle parole chiave nuove.
Pagine e articoli costruiti su domande reali, non su volumi teorici. Un contenuto che non risponde a un intento non si posiziona, per quanto sia scritto bene.
Ogni intervento ha una data di verifica e un criterio di successo deciso prima. Anche quando l’esito è negativo, che è un’informazione utile.
Su un eCommerce la SEO ha problemi che un sito istituzionale non ha: migliaia di URL generate dai filtri, pagine prodotto quasi identiche fra loro, schede che spariscono quando un articolo esce di produzione, descrizioni copiate dal catalogo del fornitore e identiche su cinquanta altri negozi.
Sono problemi che si affrontano dal database, non pagina per pagina. Estraiamo la lista di quello che dovrebbe esistere e la confrontiamo con quello che risponde davvero: così si trovano le pagine orfane vere — prodotto attivo, disponibile, con vendite, e nessun link interno che ci porti — che nessuno scanner commerciale può calcolare.
È lo stesso metodo che usiamo sui nostri progetti: puoi vederne gli esiti nelle case history, con i numeri veri, compresi quelli scomodi.
Le correzioni tecniche possono dare effetti in poche settimane, perché sbloccano qualcosa che era fermo. Il lavoro sui contenuti e sull’autorevolezza richiede mesi: tre-sei per vedere un movimento chiaro. Chi promette la prima pagina in trenta giorni sta vendendo un’altra cosa.
No, e nessuno può farlo onestamente: il posizionamento dipende da fattori che non controlliamo, a partire da cosa fanno i concorrenti. Quello che possiamo garantire è il metodo: baseline dichiarata, gruppo di controllo, verifica a data fissa e un verdetto anche quando è negativo.
Un audit tecnico è un lavoro a perimetro chiuso e si preventiva a progetto. Il lavoro continuativo — contenuti, correzioni, verifica — va a canone, perché la SEO fatta a spot raramente regge nel tempo. In entrambi i casi diamo le voci separate, non un numero solo.
Sì, ma la nostra competenza specifica è sul commercio online, dove la SEO si incrocia con catalogo, margini e disponibilità. Se il tuo è un sito istituzionale semplice, il lavoro c’è ma è più contenuto: te lo diciamo prima.
Abbiamo sede a Pesaro e seguiamo diverse aziende della provincia e delle Marche, ma il lavoro SEO è interamente da remoto e i nostri clienti sono in tutta Italia e in Europa. La vicinanza aiuta all’inizio, quando è utile vedersi di persona per capire il business.
Quasi mai, ed è una risposta che facciamo fatica a dare perché rifare un sito sarebbe più conveniente per noi. Nella maggior parte dei casi il sito che c’è regge, e conviene correggerlo: rifarlo azzera anche il posizionamento accumulato, che poi va ricostruito.