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Quanto costa un sito eCommerce

Le voci separate, cosa fa muovere il prezzo e come si legge un preventivo

31 agosto 2026 8 min di lettura
Quanto costa un sito eCommerce

«Quanto costa un sito eCommerce» è la domanda che ci arriva per prima, e la risposta onesta — dipende — è inutile a chi deve fare un budget. Allora proviamo a renderla utile: invece di un numero, le voci che compongono il costo, cosa le fa salire e come si riconosce un preventivo che sta nascondendo qualcosa.

Le voci, separate

1. Progetto e struttura

Analisi del catalogo, alberatura delle categorie, definizione degli attributi filtrabili, mappa delle pagine. È la voce che nei preventivi si vede meno e che determina di più il risultato: una struttura sbagliata si paga per anni, perché rifarla significa cambiare gli URL e ricominciare da capo col posizionamento.

2. Grafica e front-end

Si va dall'adattamento di un tema commerciale allo sviluppo su misura. La forbice è ampia, ma attenzione: il tema commerciale non è la scelta economica che sembra. Porta con sé funzioni che non userai e codice che rallenta, e quando serve modificarne il comportamento si finisce per spendere in personalizzazioni più di quanto si sarebbe speso partendo puliti.

3. Configurazione commerciale

Spedizioni, pagamenti, IVA, gruppi cliente, regole di prezzo. Non si vede, ma è quello che decide se ogni ordine si evade da solo o richiede un intervento a mano. Un preventivo che non la nomina probabilmente non l'ha considerata.

4. Dati prodotto

Importazione, normalizzazione, immagini, descrizioni. Su un catalogo ampio è spesso la voce più pesante di tutte, e quasi sempre la più sottovalutata. Chi ti dice che «i prodotti li carichiamo noi» senza chiederti in che formato ce li hai, non ha idea di quanto lavoro sia.

5. Integrazioni

Gestionale, corrieri, fatturazione elettronica, marketplace. È la voce più variabile in assoluto, perché dipende da cosa espone il sistema dall'altra parte. Un gestionale con API documentate e uno che esporta un CSV a mano sono due mondi con due costi diversi.

6. Costi ricorrenti

Hosting, certificato, licenze dei moduli, manutenzione, aggiornamenti. Vanno messi a budget dal primo giorno: sono la parte che sorprende chi ha guardato solo il preventivo di realizzazione.

7. Farlo conoscere

Non è parte del sito, ma senza questa voce il sito non produce niente. È l'errore più costoso che vediamo: spendere tutto il budget sul lancio e non tenere nulla per i dodici mesi successivi, che sono quelli in cui un eCommerce si costruisce davvero.

Cosa fa muovere il prezzo

In ordine di impatto reale, dalla nostra esperienza:

  • Il numero e la complessità delle integrazioni. Un solo collegamento col gestionale fatto bene può pesare quanto tutto il resto del progetto.
  • La qualità dei dati che hai già. Un catalogo ordinato in un file coerente costa una frazione dello stesso catalogo sparso fra un gestionale, tre fogli Excel e le foto sul telefono del commerciale.
  • B2B e listini personalizzati. Prezzi per gruppo cliente, quantità minime, pagamenti differiti: ogni regola in più è configurazione e collaudo.
  • Multilingua e multi-paese. Non è solo traduzione: sono IVA, spedizioni, valute, obblighi legali diversi.
  • Il grado di personalizzazione grafica. Conta, ma meno di quanto si creda — e molto meno delle voci sopra.

Come si legge un preventivo

Tre segnali che raccontano più del totale.

Le voci sono separate? Un preventivo con una riga sola e un numero non ti permette di capire dove stai spendendo, né di tagliare consapevolmente. Chiedi la scomposizione: chi lavora seriamente ce l'ha già.

C'è scritto cosa succede dopo? Manutenzione, aggiornamenti, assistenza, e con quali tempi di risposta. Un progetto che finisce alla messa online non finisce: continua senza di te.

Di chi è il risultato? Codice, dominio, database, account pubblicitari. Se non sono intestati a te, il prezzo basso di oggi è il costo di uscita di domani. È la domanda che consigliamo di fare sempre, anche a noi.

Il ragionamento che consigliamo

Invece di partire dalla cifra, parti dal ritorno. Quanti ordini al mese servono perché l'investimento abbia senso? Con che margine? Con che costo di acquisizione? Se i conti tornano solo ipotizzando volumi che non hai mai fatto su nessun canale, il problema non è il preventivo: è il piano.

E se i conti tornano, allora la domanda giusta smette di essere «quanto costa» e diventa «in quanto tempo rientro» — che è una domanda a cui si può rispondere con dei numeri.

Domande frequenti

Perché i preventivi che ricevo sono così diversi fra loro?

Quasi sempre perché descrivono lavori diversi, non lo stesso lavoro a prezzi diversi. Uno include l'importazione del catalogo e l'integrazione col gestionale, un altro dà per scontato che i prodotti li carichi tu. Metti i preventivi sulla stessa griglia di voci e la differenza si spiega da sola nella grande maggioranza dei casi.

Conviene un sito low cost per partire?

Conviene un sito piccolo, non un sito fatto male. Poche categorie, pochi prodotti ma con dati puliti, un pagamento solido: si può crescere. Quello che non si recupera è una struttura sbagliata o un fornitore che non ti lascia il codice, perché lì l'unica uscita è rifare tutto.

Quanto costa mantenerlo ogni anno?

Le voci sono hosting, licenze dei moduli, aggiornamenti di piattaforma e assistenza. Il fattore che pesa di più è quanti moduli commerciali hai installato, perché ognuno ha il suo rinnovo. È un buon motivo per installarne pochi.

Meglio pagare a progetto o a canone?

A progetto se sai esattamente cosa vuoi e il perimetro è chiuso. A canone se il sito è vivo e cambia di continuo, perché ogni piccola modifica preventivata a parte costa in tempo di gestione più di quanto valga. Il nostro modello di gestione in outsourcing nasce da questa seconda situazione, che è la più comune fra i nostri clienti.

Il prezzo cambia fra PrestaShop, WooCommerce e Shopify?

Sulla realizzazione meno di quanto si pensi: il lavoro su dati, integrazioni e configurazione è simile. Cambia molto sul lungo periodo, perché le piattaforme in abbonamento hanno un costo che cresce col fatturato mentre una soluzione open source ha un costo che dipende da quanto la fai evolvere. Il confronto sta in PrestaShop o WooCommerce.

Vuoi un preventivo con le voci separate, non un numero solo?

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