Realizzare un sito eCommerce con PrestaShop
Cosa fa bene, per chi ha senso e quando invece è la scelta sbagliata
PrestaShop è una delle poche piattaforme eCommerce open source ancora vive e mantenute, e in Italia è la più diffusa dopo WooCommerce. Ci lavoriamo dal 2011 e siamo agenzia certificata PrestaShop Expert 3★: questa guida è quello che raccontiamo a un cliente che ci chiede se è la scelta giusta per lui, comprese le volte in cui rispondiamo di no.
Cos'è PrestaShop, in concreto
È un software di eCommerce che installi su un tuo server e che resta tuo. Non c'è un canone, non c'è una percentuale sul venduto, e il codice è a disposizione: puoi modificarlo, e puoi cambiare fornitore senza rifare il sito da capo. Questa è la differenza sostanziale rispetto alle piattaforme in abbonamento, ed è anche il suo prezzo: il server, gli aggiornamenti e la sicurezza diventano una tua responsabilità, direttamente o tramite chi ti segue.
La versione attuale è la 8, con la 9 in arrivo. Chi ha ancora un 1.7 non è in emergenza, ma è su un ramo che riceve sempre meno attenzione; chi ha un 1.6 sì, quello va pianificato.
Cosa fa bene, e per chi ha senso
Cataloghi ampi e complessi
È il terreno dove la differenza si sente di più. Migliaia di referenze, combinazioni di taglia e colore, attributi filtrabili, prodotti con caratteristiche tecniche: PrestaShop gestisce tutto nativamente, senza estensioni di terze parti. Su cataloghi grandi la struttura regge dove altre piattaforme iniziano a richiedere compromessi.
B2B accanto al B2C, sullo stesso sito
Gruppi cliente con listini diversi, prezzi visibili solo dopo il login, quantità minime, IVA gestita per gruppo, pagamento con bonifico differito. Sono funzioni di base, non moduli da comprare. Per chi vende sia al consumatore sia al rivenditore è spesso il motivo decisivo.
Multilingua e multi-negozio
Un'installazione può servire più negozi con cataloghi, domini e listini diversi condividendo l'anagrafica prodotti. Per chi vende in più paesi è una funzione che altrove si paga cara o si ottiene duplicando i siti — e duplicare i siti significa duplicare il lavoro per sempre.
Integrazione con il gestionale
Qui non è tanto una questione di funzioni quanto di accesso: avendo il database e il codice, l'integrazione si costruisce come serve invece di adattarsi a quello che un connettore commerciale permette. Nella nostra esperienza è il punto in cui i progetti si decidono, perché il gestionale in azienda non si cambia.
Quando invece è la scelta sbagliata
Val la pena dirlo, perché una piattaforma consigliata a chi non ne ha bisogno diventa un costo e basta.
- Se vendi venti prodotti e il sito è soprattutto contenuti, WooCommerce su un WordPress esistente è più semplice e più economico da tenere. Il confronto lo abbiamo fatto per esteso in PrestaShop o WooCommerce.
- Se non hai nessuno che possa occuparsi degli aggiornamenti e non vuoi affidarli a un'agenzia, una piattaforma in abbonamento ti toglie un problema che con PrestaShop resta tuo.
- Se il tuo modello di vendita non assomiglia a un negozio — un marketplace con più venditori, un configuratore industriale, un abbonamento ricorrente complesso — allora il vincolo della piattaforma pesa più del vantaggio.
Come si realizza un progetto, passo per passo
Analisi e struttura del catalogo. È la fase che decide la qualità del risultato e quella che i clienti si aspettano più corta. Come sono organizzate le categorie, quali attributi devono essere filtrabili, cosa è variante e cosa è prodotto a sé. Sbagliare qui significa rifare gli URL più avanti, e rifare gli URL significa perdere posizionamento.
Tema e front-end. Si parte da un tema e lo si adatta, oppure se ne costruisce uno. La scelta dipende da quanto il marchio deve distinguersi e da quanto conta la velocità: un tema commerciale porta con sé molto codice che non userai mai, e su mobile si paga.
Configurazione commerciale. Trasportatori e regole di spedizione, moduli di pagamento, IVA, gruppi cliente, regole di prezzo. Non è lavoro visibile, è quello che determina se gli ordini si evadono senza interventi manuali.
Dati prodotto. Importazione, pulizia, immagini. Su un catalogo grande è la voce di lavoro più pesante, e va preventivata onestamente invece che nascosta in una riga.
Integrazioni. Gestionale, corrieri, fatturazione elettronica, marketplace. Ogni integrazione va pensata anche al contrario: cosa succede quando il sistema dall'altra parte non risponde.
SEO tecnica e messa online. URL riscritti, canonical, redirect dai vecchi indirizzi se il sito esisteva già, sitemap, dati strutturati. Se stai migrando da un sito esistente, la mappa dei redirect è la cosa che più facilmente distrugge mesi di posizionamento se fatta male.
La manutenzione: la parte di cui si parla poco
Un PrestaShop non si installa e si dimentica. Servono aggiornamenti di piattaforma e moduli, una versione di PHP supportata, backup verificati e un occhio sulla sicurezza — i moduli di terze parti non aggiornati sono la via d'ingresso più comune negli attacchi, come raccontiamo in questa analisi sulla sicurezza delle piattaforme.
È un impegno costante e prevedibile, non un'emergenza occasionale. Chi lo tratta come emergenza finisce per pagare di più, perché gli interventi urgenti costano sempre più della manutenzione programmata.
Domande frequenti
PrestaShop è gratis?
Il software sì. Il progetto no: server, tema, moduli, sviluppo, dati e manutenzione hanno un costo. La differenza rispetto a un abbonamento è che qui paghi il lavoro e resti proprietario del risultato, mentre là paghi un affitto che non finisce mai. Su orizzonti lunghi e volumi alti il conto gira a favore di PrestaShop; su progetti piccoli e statici, no.
Quanto costa realizzare un sito con PrestaShop?
Dipende quasi tutto da catalogo e integrazioni, non dalla grafica. Abbiamo separato le voci nella guida su quanto costa un sito eCommerce.
Posso migrare da Shopify o WooCommerce a PrestaShop?
Sì, ed è un'operazione ordinaria: si portano prodotti, categorie, clienti e ordini storici. La parte delicata non sono i dati, sono gli URL: serve una mappa di redirect completa dal vecchio al nuovo indirizzo, altrimenti il posizionamento accumulato si perde e recuperarlo richiede mesi.
Quanti prodotti regge?
Decine di migliaia, con un server dimensionato e una configurazione fatta bene. I rallentamenti che si attribuiscono a PrestaShop nascono quasi sempre da moduli scritti male, da un tema pesante o da un hosting condiviso sottodimensionato, non dal numero di prodotti.
Serve un'agenzia certificata?
Non è obbligatorio, ma la certificazione dice che c'è un volume di progetti verificato alle spalle. Più utile ancora è chiedere di vedere lavori simili al tuo per dimensione di catalogo e tipo di integrazioni: è lì che si vede se qualcuno ha già affrontato i tuoi problemi.
Vuoi capire se PrestaShop è la piattaforma giusta per il tuo progetto?
Parliamone →